Yin e Yang: il sistema nervoso autonomo

Yin e Yang

Dal Wu Chi al Tai Chi

Quando si parla di relazione, di relativo, di punto di vista, si parla di yin-yang. Queste due categorie sono utilizzate per descrivere le forze uguali e contrarie che creano ogni cosa, in una relazione di naturale interdipendenza. Dal mio vicino di casa che non sopporto fino ai costituenti alchemici universali, i 5 Movimenti (gli elementi della tradizione cinese), tutto può essere spiegato in termini di yin-yang. Come quando finisco le parole, ma finalmente trovo la maniera di descrivere l’essenza. Come quando sono solo, ma la mia solitudine mi mette in relazione con la moltitudine ed il divenire di ogni cosa.

Molti duali fisici (caldo e freddo, maschile e femminile, giorno e notte) si dice siano le manifestazione terrene dei concetti di yin-yang. L’Uomo (inteso come essere umano, e quindi come maschile o femminile) si identifica come connettore delle due qualità, come vigile in grado di arrestare il flusso e di cristallizzarlo in un infinito istante di osservazione statica. Questa immobilizzazione è la base della Medicina Tradizionale Cinese, della arti marziali c.d. interne (tai chi chuan, ba gua zhang, xing yi chuan), del chi kung e dell’arte divinatoria dell’i ching.

Lo yin e lo yang, in realtà, non sono opposti ma complementari. Non parlano di una dualità (quindi di una divisione), bensì ci raccontano la storia dell’Unità. Il wu chi che li genera è in realtà anche la fine del racconto che sussurrano questi movimenti. Per capire di cosa stiamo parlando, usiamo un esempio esterno alla tradizione filosofica cinese e che fa riferimento ad una concezione fisiologica prettamente occidentale: il Sistema Nervoso Autonomo (SNA).

Si legge su wikipedia: “Il sistema nervoso autonomo (SNA), conosciuto anche come sistema nervoso vegetativo o viscerale, è quell’insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le cosiddette funzioni vegetative, ossia quelle funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario, per questo viene anche definito “sistema autonomo involontario”. Ha la funzione di regolare l’omeostasi dell’organismo ed è un sistema neuromotorio non influenzabile dalla volontà che opera con meccanismi appunto autonomi, relativi a riflessi periferici sottoposti al controllo centrale. Il sistema nervoso autonomo controlla soprattutto il movimento della muscolatura liscia, l’attività cardiaca e l’attività secretoria ghiandolare. E” diviso in sistema nervoso parasimpatico e simpatico.”

Sistema nervoso, un duale

Il Sistema Parasimpatico sovrintende alle funzioni vegetative in stato di quiete: quindi alla peristalsi della muscolatura gastroenterica, promuovendo le funzioni digestive anche a livello gastrico, epatico e pancreatico. Facilita una respirazione regolare e profonda. Si preoccupa del rilassamento delle muscolature lisce della vescica e del retto per lo stimolo dell’evacuazione. Mantiene l’attività cardiaca a livello di riposo (continua e regolare).

Il Sistema Simpatico viene descritto fisiologicamente come il sovrintendente della c.d reazione di fuga/attacco. A questo fanno capo reazioni opposte rispetto all’innervazione parasimpatica, bloccando tutto ciò che non è necessario all’immediata reazione d’emergenza: viene inibita, quindi, la funzionalità gastrica, accelerata la respirazione,  comandata la contrazione degli sfinteri (anche delle vie spermatiche, favorendo quindi l’eiaculazione), aumentata la frequenza cardiaca.

Una vera dialettica yin-yang (parasimpatico-simpatico) dove non c’è meglio e peggio ma solo una situazione cui adattarsi, solo un posto verso il quale fluire.

I due sistemi sono in costante divenire ed il risultato è una persona stressata o serena, nervosa o salda in ogni situazione. Il sistema nervoso  unisce le due possibilità.Essere immobili e sereni in pericolo di vita è folle, essere agitati a tavola con la propria famiglia è esagerato. C’è un tempo per ritirarsi ed uno per sbocciare: i nostri 2 sistemi ci parlano di questo e dell’equilibrio, dell’unità dell’Uomo raccontata attraverso la lente di un meccanismo fisiologico. Dove il terzo agente è la mente, che ci dice quando possiamo rimanere o dobbiamo scappare. Sovrana del Corpo.

Comandata dal Cuore.

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