Yi Jin Jing: il Classico del Mutamento dei Tendini

Il “Classico del mutamenti dei tendini” (易筋经) è una sequenza tradizionale di qi gong che studia la postura, la forza dell’energia esterna ed il movimento a spirale interno per comprendere come il corpo si trasformi e cresca. Insegna come la crescita reale avvenga solo agendo entro le proprie possibilità, lambendo piacevolmente i propri limiti per riuscire, rispettandoli, a superarli.
Sono esercizi di apertura e pulizia dei meridiani energetici ed osteotendinei: il risultato più immediato è una piacevole sensazione di leggerezza, più voglia di fare, ed anche maggiore disponibilità e simpatia.

Un po’ di storia

L’origine di queste serie di esercizi è un piccolo mito: si dice sia stata codificata da Bodhidharma (anche conosciuto come DaMo), un monaco buddista indiano vissuto tra il V e VI secolo. Egli portò il dharma in Cina: questo si mescolò proprio con il taoismo dando vita al buddismo Chan (che in Giappone diventerà Zen). Va rilevato che alcune fonti attestano il primo contatto del buddismo con la cultura cinese intorno al I o II secolo d.C, grazie ai passaggi della Via della Seta.

Si dice che Bodhidharma, giunto al tempio di Shaolin, trovò i monaci in condizioni fisiche carenti, coinvolti solo dalle coltivazioni interiori. Allora si ritirò per nove anni in una grotta alla ricerca di metodi che unissero l’interno con l’esterno. Emerse dal ritiro con due documenti: l’Yi Jin Jing (Mutamento dei Tendini) e lo Xi Sui Jing (Lavaggio del Midollo). Egli raccolse le immagini e le pratiche che aveva ricevuto in meditazione in un manoscritto in lingua indù. Questo testo fu rinvenuto dentro un  muro, grazie al crollo di una parte del tempio. Per la sua traduzione, fu portato al monte Emei dal monaco BanCi MiDi. L’Emei fu un ritiro sacro al Tao fino al III Secolo d.C. La traduzione originale del testo fu ripresa anche da varie scuole taoiste (tra cui la DaMo Pai, che coltiva i metodi del Tuono). Ad oggi, il Classico dei Tendini è praticato, con alcune variazioni, sia da scuole taoiste che buddiste.

Benefici del Classico dei Tendini

  • Imparare come lavorare correttamente con la propria struttura tendinea rende il corpo vigoroso
  • Potenzia l’equilibrio yin-yang dei 5 elementi
  • Tutti i problemi posturali e le sindromi dolorose vengono ridotte e superate
  • Distende il tessuto connettivo ed aumenta la capacità articolare di movimento
  • Le articolazioni vengono lubrificate e lavorano in sicurezza grazie alla protezione strutturale del sostegno tendineo
  • Sostiene naturalmente il fegato e la cistifellea, regolarizza  il rapporto di controllo tra legno e metallo
  • Aiuta i praticanti di tai chi chuan e qi gong a comprendere la radice meccanica del movimento spiraleggiante
  • Prepara il corpo a mantenere la posizione eretta durante la meditazione

Come sempre, è fondamentale il supporto della Mente per guidare il corpo in un’attività senza sforzo e piacevole: il movimento è sorretto solo dal qi e dall’intenzione (il crescente potere Yi). E dalla voglia di fare e stare bene.

E’ un metodo di lavoro basato su principi chiari e semplici: o si riesce a realizzarli oppure no. Non c’è nulla di misterioso, non c’è da aspettare per sapere se si è capito o si sta eseguendo correttamente il lavoro. Senza questi principi la forma rimane vuota.

Lo Yi Jin Jing (Classico dei tendini) è in grado di mutare i tendini e la forma, lo Xi Sui Jing (Lavaggio dei Midolli) è in grado di mutare il midollo e lo Shen. Entrambi possono aumentare l’audacia, la potenza, la saggezza e l’intelligenza. I loro metodi di addestramento, paragonati alla famiglia taoista del Lian Jing (“addestrare l’essenza”), del Lian Qi (“addestrare il Qi”) e del Lian Shen (“addestrare lo spirito”), sono reciprocamente correlati, e il loro Yi (“fine” o “intenzione”) nella pratica è esattamente lo stesso. La famiglia dell’elisir si nutre con un addestramento interno. Coltivare la vita è il maggior sostegno alla coltivazione del Dao: essa è la scala ed il viaggio. Ha la stessa funzione dei metodi Lian. Una volta raggiunto il traguardo, la vita ed i metodi devono essere abbandonati: ciò che conta, a questo punto, è non esitare – Citazione dal Classico dei Tendini

Il video dell’Yi Jin Jing

Le figure della forma

L’Yi Jin Jing è formato da vari metodi che coltivano, gradualmente, le sostanze e le materie del corpo e del non-visibile. In questo articolo ci occupiamo di una sequenza indispensabile per comprendere il principio meccanico dello stiramento ed estensione dei meridiani osteotendinei. Questa sequenza di qi gong conta 12 esercizi, ognuno dei quali può essere ripetuto una o più volte. Ogni esercizio serve per attivare i tendini ed avvolgerli intorno alle ossa. Questo è il senso di tutta la pratica: l’avvolgimento è reale. O si fa, oppure non si riesce a realizzarlo. La verifica è immediata. Rimandiamo la trattazione degli altri metodi di pratica ad ulteriori articoli.

Tutta la sequenza è un esercizio completo per l’equilibrio ed il potenziamento dei 5 elementi nel corpo. Chi conosce proprie debolezze costituzionali o momentanee può eseguire due o tre esercizi per una miglioramento specifico seguendo le indicazione che seguono.

Esercizio 1, 2 e 3. Queste figure attivano i tendini ed i legamenti di braccia e gambe in ogni direzione. Sono un esercizio completo, tanto che anche da soli sono sufficiente per la corretta coltivazione della trasformazione tendinea, rispettando i principi di lavoro interno e mentale. Si può usare anche la lingua: questa è il “germoglio del Cuore” e si dice sia connessa con i tendini.

Le tre figure attivano il triplice riscaldatore e fanno emergere i soffi profondi, includendoli nel lavoro con l’energia esterna.


Esercizio 4. Mantenendo stabile il radicamento di gambe e bacino, si scopre il reale potenziale delle braccia che vorticano libere come rami nel vento. Per cogliere le stelle in Cielo occorre sprofondare nella Terra. Per girarsi veramente, occorre mantenere stabile la propria base ed attivare tutti i piccoli muscoli rotatori delle vertebre. Come il bacino è radicato, allo stesso modo si comincia a comprendere il radicamento delle scapole.

Rinforza i reni ed accende il fuoco del Ming Men, la Porta della Vita: vero e proprio altare del corpo dove il fuoco va tenuto sempre acceso.


Esercizio 5. Connette il lavoro di braccia e gambe con quello del tronco. Attiva la spirale nella colonna vertebrale e rende più flessibile l’articolazione sacro-iliaca. Si comincia a lavorare con il potere Yi utilizzando la forza di contrapposizione (in questo caso immaginaria) dei buoi che tirano in direzione opposta all’azione della forza. Questo crea equilibrio ed attivazione di tute le fasce muscolari, sia quelle agonista che quella antagonista al gesto.

Coinvolge attivamente tutti i meridiani di mano e piede, oltre che vaso governatore e di concezione.


Esercizio 6. Maggiore coinvolgimento dei tendini del cingolo scapolo-omerale. Ruotare le spalle per sostenere la montagna. Lavora principalmente sui meridiani di polmone ed intestino crasso, legati dal ciclo di controllo metallo-fuoco.


Esercizio 7. La colonna vertebrale si torce, ruota, si flette stimolando ancora una volta i piccoli muscoli rotatori così importanti per mantener una postura armonica e flessibile. Con la testa si arriva a guardare il sacro, la punta della sciabola. Si può usare il respiro per aprire il costato ed allentare le tensioni nella zona dorsale.

Stimola il meridiano di rene e vescica, insieme a fegato e cistifellea.


Esercizio 8. Esercizio ottimo per nutrire lo yang. Attiva tutti i meridiani di piede e mano, armonizza i tre riscaldatori e l’asse reni-cuore. Avviene un’ottima stimolazione del punto VB-30, al centro della natica, allevia i dolori di schiena (zona lombare) e gambe.


Esercizio 9. Attiva lo Yi e lo Shen. Esercita un’ottima torsione sulla colonna che sostiene vescica e cistifellea. La stessa torsione libera l’anca e tonifica il pavimento pelvico.

Viene stimolata la milza e la protezione del centro.


Esercizio 10. Ancora un artiglio, per attivare la struttura tendinea di braccia e spalle. Anche la struttura di gambe e tronco viene messa alla prova dalla postura della tigre che inarca la schiena. Occorre mantenere il vigore e la fierezza della tigre nella movenza e nello sguardo.

Armonizza l’asse metallo-legno.


Esercizio 11. Nutre il mare dei midolli (le dita battono il tamburo). Libera il cuscino di giada.

Unisce il vaso governatore e di concezione. Protegge il centro. Sostiene la Terra.


Esercizio 12. Questo esercizio conclusivo strizza il dan tian e coltiva il centro. Armonizza lo yin e lo yang. Favorisce lo scarico delle tossine. E’ importante realizzare questa figura rispettando i propri limiti fisici. Questo discorso vale per ogni forma, ma in questo caso può venire la voglia di arrivare a toccare terra con le mani e compromettere l’esecuzione. Occorre ricordare il principio dell’avvolgimento tendineo, l’unico che rende questa forma VIVA. Anche in questa figura finale, occorre trovare un equilibrio: se non si riesce a toccare terra oppure i piedi si possono poggiare le mani su stinchi, ginocchia o cosce. Ciò che conta è scoprire come attivare i tendini nell’ambito della propria struttura fisica. Rispetto e conoscenza di se stessi sono, come sempre, gli scopi della pratica.

Ciò che conta in queste figure è comprendere ed applicare il principio interno. Questo può essere realmente trasmesso solo da un maestro competente che lo conosca.

Rimane sempre la bellezza della pratica, la gioia di muovere il corpo e crescere insieme a tutte le cose che si hanno intorno.

 

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