Xing Shen Zhuang: un qi gong per la colonna vertebrale

Xing Shen Zhuang è una antica forma codificata tra l’anno 1000 ed il 1200 dell’era moderna. Diffusa a livello planetario in epoca molto più recente (negli anni ’80 il dottore cinese Pang Ming ne ha fatto un metodo del suo sistema) ha radici antiche tra le scuole alchemiche del taoismo. Veniva, tradizionalmente, utilizzata “per sedere a lungo”. E’ forse l’unico qi gong, anche detto “arte di nutrire la Vita”, che si focalizza unicamente sulla colonna vertebrale (il pilastro di giada).

Da qui il nome: 形神桩 dove xing 形 è la forma (il corpo) e shen 神 è lo spirito. Infine, zhuang 桩 è il “pilastro” (sequenza di movimenti, metodo). Una traduzione che rende l’idea è “la sequenza che porta il senza forma nella forma”. Ecco quindi che si affaccia una prima dicotomia duale, che fa pensare alla reale natura della colonna vertebrale: essa è il pilone centrale sul quale si erge il corpo e quindi ne sostiene la forma (xing, 形);  contemporaneamente, con la sua materia concreta difende il midollo spinale (il sistema nervoso centrale) che è privo di forma (infatti il midollo veicola i pensieri e le emozioni che, si dice, sono manifestazione dello shen,神 piccolo). 

Questa forma di qi gong ha come obiettivo quello di integrare questo duale (forma e senza forma) per far tornare lo shen (privo di forma) nel corpo, che fa parte del mondo manifesto (la forma).

Altro obiettivo della sequenza è quello, tradizionale, di “sedere a lungo” (in meditazione). Infatti, lavorando sulla colonna vertebrale, è un metodo basilare nella meditazione: in ogni tradizione, il presupposto per una buona meditazione è “sedere tranquilli, con la schiena eretta”. Unire il senza forma nella forma: sedere a lungo con una colonna vertebrale flessibile (e quindi senza il disturbo dei vari dolori alla schiena che, praticando Xing Shen Zhuang, si alleviano gradualmente fino a scomparire) ed un sistema nervoso equilibrato tra simpatico-parasimatico (che permette alle emozioni ed ai pensieri, che spesso sorgono nella quiete, di calmarsi ed armonizzarsi):

Inoltre, ogni esercizio lavora su specifici punti dell’Orbita Microcosmica: ecco perché questa sequenza è il ponte tra il lavoro fisico e quello alchemico.

Al giorno d’oggi, molte persone hanno problemi con la colonna vertebrale: mal di schiena, dolori al collo, schiacciamenti e scivolamenti vertebrali. Ecco che questo antico tesoro diventa indispensabile ed utile a moltissimi: aiuta infatti a lenire i dolori, favorisce lil corretto posizionamento tra ogni disco intervertebrale e consente alla mente di quietarsi, con una seria di metodi che sono il cuore dell’insegnamento di questo qi gong.

Una sequenza per il benessere della schiena, per il benessere della Mente. Per portare ciò che “non ha forma” nella forma.

Ed avere una schiena leggere e senza dolori.

La sequenza

Di seguito vengono date delle indicazioni per la pratica di Xing Shen Zhuang. Si ricorda che il cuore della sequenza è il ritorno della shen al corpo, ed il lavoro con i punti dell’Orbita Microcosmica. E’ allegato un video, per chi abbia ricevuto l’insegnamento su questa forma e voglia praticare. Il video copre solo la parte esterna di questo qi gong.

 

Muovere il collo agevolmente, come la gru che si allunga per immergere il becco nell’acqua. Si mobilitano le vertebre una per una, mentre si disegna un cerchio (o un quadrato, a seconda delle capacità di ognuno) con il mento. Invertendo il senso di rotazione, si muove il collo come la tartaruga.

Il collo del drago ha 3 esercizi: il primo mobilita solo la prima vertebra cervicale, il secondo tutte le sette vertebre cervicali ed il terzo aiuta ancor di più a regolarizzare la distanza tra i dischi mediante il movimento di torsione.

 

 

Le braccia sono leggere. Per lasciarle veramente leggere, è necessario creare spazio tra le vertebre dorsali. Infatti da queste partono le innervazioni che inviano gli impulsi nervosi alle braccia ed alle mani. Aiuta pensare di muovere le ali, leggere, per volare. Le vere ali sono le scapole, che si muovo come se fossero ali lunghissime. Solo di conseguenza si muovono le braccia. Si muovono le scapole per scoprirne il reale radicamento: sono queste, infatti, che veicolano l’energia di Terra e Cielo fino alla punta delle dita.

 

 

Tre esercizi per il drago che gioca tra le nuvole. Tre modi per scoprire come le braccia permettono la distensione del rachide vertebrale. Sempre con la sensazione di essere accarezzati dalle nuvole tiepide, scaldate dal sole del tramonto. Questo ammorbidisce il corpo in un punto che, spesso, così morbido non è: il costato. Guadagnare flessibilità in questa zona significa alleggerire il lavoro della sezione lombare della colonna.

Distendere quindi, utilizzando due forze: quella de Cielo che scende giù, quella della Terra che spinge verso l’alto. Invertire la polarizzazione è il cuore di questo esercizio.

 

 

Ancora leggerezza, assenza di sforzo, per questo esercizio che mobilita ogni vertebra del rachide. Il segreto è la coltivazione del dan-tian inferiore, che viene attivato e nel quale si centra l’esercizio. Per il resto, soffici ed avvolgenti come il serpente che s avvolge su stesso, fino a quando si arriva con la mani a terra, con il mento sulle ginocchia… oppure fin dove si arriva comodamente. A volte, il qi gong è uno studio su come fare di meno, con meno enfasi, con meno sforzo. Per questo occorre affidarsi, per uno studio serio, ad un maestro competente.

 

 

La conoscenza del qi ascendente, che sostiene il rachide e permette allo spazio tra un disco e l’altro di essere il vero pilastro del corpo (e della Mente). Per questo è molto importante la fase di discesa, fino ad un punto che rimanga comodo da sostenere e nel quale le anche possano muoversi liberamente. Poi si muove la coda (il coccige), come fosse la lunghissima coda del dragone. Essa è un quinto arto, che spazza i cieli in ogni direzione. Permette a tutta la colonna di muoversi agevolmente sostenuta dalla struttura degli archi delle gambe.

 

 

Due esercizi, per conoscere la TIgre: il primo dinamico, il secondo statico.

Nel primo le anche si aprono fino a mettere i piedi quasi a 180 gradi: i limite fisiologico è rappresentato dalle ginocchia, che si muovono come su un binario disegnato dalla punta dei piedi. Quindi può darsi che, soprattutto all’inizio, sia necessario scegliere un’apertura minore di 180 gradi. Ancora, farsi indicare ed aiutare è sempre buona norma.

Nel secondo, si compatta la struttura de rachide, alleggerito e rinforzato dagli esercizi precedenti, e lo si sottopone ad un carico piu specifico. Le anche lavorano nella rotazione opposta: esse sono una delle 9 perle, i punti dove il qi passa, ma può anche bloccarsi facilmente.

 

 

Un esercizio per mobilitare la colonna ed ogni vertebra in sinergia con il resto del corpo. Tutti i movimenti studiati nelle figure precedenti vengono attivati in questo esercizio finale. E’ l’integrazione, l’attivazione e l’unione dell’Orbita Microcosmica dopo che i vari punti sono stati risvegliati dai singoli esercizi precedenti. Girare la Ruota della Legge è la pratica meravigliosa del Tao, per unire la Vita con la Natura.

Alla fine della pratica, questa sequenza lascia pieni di energia e calore, pronti per proseguire la propria giornata opppure… sedere a lungo! Una forma per tutti, che fa bene alla schiena e fa bene alla Mente: quando il corpo è più leggero e la Mente più chiara, succede che anche il Cuore si apre facilmente.

Xing Shen Zhuang è una sequenza di qi gong antichissima, che torna a disposizione OGGI per far stare bene tutte le persone che possano praticarla. Occorre fare un po’ di manutenzione al corpo, occorre fare manutenzione alla Mente: essi sono il tempio dove possiamo celebrare la Gioia di essere uniti e felici con tutte le cose intorno a noi.

Buona pratica!

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