Jing

Il jing si chiama anche l’essenza.

L’ideogramma lo descrive sul lato sinistro col simbolo del covone o il chicco di riso già presente nella grafia del qi; sul lato destro vi è una pianticella che affonda le radici nel cinabro, che ne alimenta la crescita.

E’ ancestrale, del Cielo Anteriore, immagazzinata nel rene che lo trasmette all’ovulo o allo spermatozoo al momento del concepimento nel Cielo Posteriore.

E’ una pila che si esaurisce, ma usata con saggezza diventa inesauribile. E’ la potenza dell’immaginazione e dell’affermazione personale. E’ apparenza che si trasforma in sostanza materiale. Ogni cosa che si tocca è un addensamento di jing.

La possiamo intendere come la c.d. energia sessuale che alimenta il desiderio della libido e l’impulso mentale creativo, ma anche responsabile di alcune attività involontarie del sistema nervoso autonomo come la peristalsi intestinale, la respirazione (quando non si controlla), il battito cardiaco. Anche la tonicità dei muscoli posturali viene sorretta dal jing.

Il jing si coltiva con le tecniche del Tao della Sessualità.

E’ uno dei 3 tesori dell’alchimia interiore e della medicina tradizionale cinese.