Chuang Tsu

Pensatore taoista, scrive uno dei 3 classici filosofici più conosciuti.

Vissuto forse intorno 145-90 a.C. (le date di nascita in questo contesto non sono mai precise), sicuramente durante il periodo dei Regni Combattenti.

Più volte invitato a corte come consigliere, preferisce la vita semplice e contemplativa che lo lascia in contatto con il Tao.

La sua opera è composta da 33 capitoli, sette “interni”, 15 “esterni” ed infine 10 “misti”. I primi si dice siano più antichi, e per molti sono considerati i più chiari ed esaustivi. Per chi scrive, le parabole raccontate nel libro sono di grande ispirazione per comprendere la natura della cose, per lasciar andare e coltivare la presenza della Vita.

Qualcuno direbbe: sono indispensabili per unire la Vita con la Natura.

Per unire, ad esempio, la mente razionale ed il cuore emozionale dell’Intuito.

Come il destarsi di Chuang Tsu dal sogno: stava sognando di essere farfalla. Ma ora, da desto, non saprebbe più dire se lui stesse sognando la farfalla prima, oppure la farfalla stesse sognando Chuang Tsu adesso.

Oppure…

Ogni cosa ha il suo tempo ed il suo luogo, come l’intagliatore che, incaricato della realizzazione di un altare per il più iroso degli imperatori, continua la sua vita senza curarsi minimamente del compito fino a quando… incontra il pezzo di legno giusto dal quale “estrarre l’altare”.

Senza forzare la natura, ogni cosa viene compiuta.

Lasciando parlare questo libro, si è data la migliore spiegazione.

Un testo da leggere e rileggere, per capire chi si è.

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