Il Massaggio: i suoi principi ed a cosa serve

Shivago ed il Buddha

Il massaggio da sempre è utilizzato dalle popolazioni come strumento di relazione e per stare bene. Nei templi, è una maniera per conservare il corpo al meglio e renderlo la reale espressione delle potenzialità infinite di ogni monaco e suora.

Una antichissima forma di massaggio, il massaggio THAI, è stato codificato dal Dott. Shivago Komarphaj, mitico dottore del Buddha e del suo intorno, più di 2500 anni fa. Egli accompagnava l’Illuminato ed i suoi discepoli nei loro spostamenti ed insegnava egli stesso alle persone a prendersi cura di sè. Era solito rivelare piccoli “segreti” per consentire ad ognuno di prendersi cura dei propri punti deboli e responsabilizzarsi nei confronti del proprio stare bene. Shivago arrivò nel regno del Siam, che accolse i suoi insegnamenti e li ha tramandati nella storia fino ad i nostri giorni.

I principi della terapia thailandese sono mutuati dagli insegnamenti del Buddha: sono “4 Pilastri senza Altezza”.

Amorevole Gentilezza (maitri): si pone l’intenzione al benessere della persona da curare, affinchè essa stia bene, affinchè tutti gli esseri stiano bene. Affinchè ogni cosa funzioni nel modo più naturale.

Compassione (karunā): si pone l’intenzione alla sofferenza della persona, affinchè diminuisca. Affinchè diminuisca la sofferenza di ogni essere.

Gioia Empatica (mudita): la gioia che nasce dall’altro e dalla sua realizzazione, affinchè ogni essere partecipi costruttivamente al grande disegno.

Equanimità (upekṣā): accettare la perdita ed il guadagno come cose possibili, distaccarsi dalle cose che generano sofferenza. Smettere di fare differenza tra amici e nemici, ma trattare ogni essere per quello che. Creare uno stato mentale di potere senza interferenze di delusione od attaccamento.

In questa maniera il terapeuta svolge al meglio il proprio lavoro, o meglio smette di lavorare e comincia soltanto ad ascoltare ed essere. Essere parte del dolore, essere parte della cura. Il massaggio si basa sulle digitopressioni, le manovre articolari, la teoria dei meridiani (sen). E’ un’esperienza intensa e delicata, che fa spazio nel proprio corpo e nel proprio spirito all’energia, alla vitalità ed alla flessibilità.

A seconda di che linea si lavora, si possono alleviare vari sintomi:

Sen Ittha e Pingkale: dolori di collo e spalle, sindromi da raffreddamento, dolori al ginocchio, problemi alle vie urinarie, dolori di stomacoper la prima, problemi a fegato e cistifellea per la seconda.

Sen Summana: dolori al petto, raffreddamento e tosse, problemi al cuore, spasmi diaframmatici, manie e problemi che si ripresentano, problemi alimentari.

Sen Kanlataree: indigestione, sindrome dolorose della colonna vertebrale (lombalgie, cervicalgie, schiacciamenti discali), dolori alle braccia, paralisi del cingolo scapolare, problemi al gomito, dolori alle mani ed alle dita, ogni algia del ginocchio e del piede (inclusa artrite ed artrosi), epilessia, emorragia cerebrale, aritmia cardiaca, schizofrenia, itterizia.

Sen Hadsarangri e Thawarre: gengivite, paralisi facciali, fischio alle orecchie, sordità, congiuntivite, cataratta, miopia.

Sen Jantapusank e Rusum: disfunzioni gastro-intestinali, problemi alle orecchie ed agli occhi, dermatiti, insonnia e fuoco del cuore.

Sen Sukumang e Sikkinee: il dominio del jing… ernie addominali, minzione dolorosa ed infezioni delle vie urinarie, sterilità, impotenza ed eiaculazione precoce, scarsa libido, diarrea.

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