Una riflessione sulla malattia

Lo sguardo interiore coglie la malattia

Lo sguardo interiore coglie la malattia

Cosa facciamo quando siamo malati? Che processo mentale inneschiamo? L’abitudine è quella di intervenire  sulla malattia immaginando l’organismo come un grande campo di battaglia; usiamo farmaci potenti contro nemici che definiamo incontrollabili, ci comportiamo come se nel  nostro corpo come se vi fosse qualcosa di “altro”: un nemico da combattere e un avversario da annientare.  Ma quante volte ci soffermiamo a pensare alle informazioni che la malattia stessa ci trasferisce? Se è vero che i sintomi possono di per se stessi rappresentare una malattia, nell’ottica della Medicina Tradizionale Cinese ci parlano di squilibri dell’organismo considerato come un intero, dove ogni parte è imprescindibile dalle altre. Riflettiamo dunque su quello che in primo luogo ci chiede la malattia:   l’esigenza di portare pace all’interno di noi stessi. Lottandovi contro, difatti,  la persona lotta contro di sé: è evidente quindi che la dichiarazione di guerra non può allinearsi con la conquista della pace.

L'autoguarigione: lasciar andare

L’autoguarigione: lasciar andare

Ricordiamoci dello  straordinario potenziale di salute che abita all’interno di ciascuno di noi e, ribaltando la tradizionale visione delle cose, impariamo ad interpretare la malattia come una parte del processo che conduce alla guarigione. Ne otterremo rispetto per lo stato stesso di malattia e ed essa stessa ci fornirà le informazioni necessarie per condurci  alla sua risoluzione.  Svilupperemo sensibilità all’ascolto se riconosceremo la sua doppia valenza:   come “guida” – nello sviluppare  l’attitudine necessaria a risolvere la crisi –  e come “ processo”, nel testimoniare il cammino dell’organismo verso la conquista di un rinnovato equilibrio. A questo punto saremo pronti per il  passo successivo:  riconoscere a noi stessi un  grande potenziale di autoguarigione.

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