Guarire è come morire

Il processo di guarigione nella tradizione taoista è un animale colorato, disobbediente e scorbutico. Cambia sempre, perché molteplici sono le cause della malattia. La sua qualità più interessante è la sua imprevedibilità, così lontano dal rigido rapporto causa-effetto stigmatizzato dalla medicina ufficiale.

I colori vivaci sono gli stessi con sui viene colorata la malattia: essa infatti è uno strumento per stare meglio e spostarsi verso uno stato di equilibrio energetico autentico e benevolo.

Malattia e guarigione sono processi che fanno parte della vita e come tali sono benvenuti. Ognuno, nel proprio quadro energetico post-natale, ha ricevuto delle disarmonie latenti che possono manifestarsi: quello che pochi comprendono è che queste eventuali manifestazioni sono un aiuto sulla Strada della realizzazione personale. Infatti, ognuno ha scelto di venire al mondo per affrontare delle sfide e comprendere delle cose: questo è il significato dell’incarnazione nella filosofia del Tao. In una parola, si viene al mondo per TRASFORMARE se stessi ed il proprio mondo.

Ognuno offre le proprie resistenze a questo processo: è un’attività della mente, che non vuole cambiare. Il racconto dei 12 meridiani ordinari è quello dello sviluppo delle proprie piene potenzialità. Intenzione, Volontà, Realizzazione, ecc. sono i gli attrezzi con i quali si modella l’opera della vita. La malattia sorge quando il processo di trasformazione è rifiutato: questo blocco si manifesta a livello dell’energia difensiva dapprima (la wei qi, volatile e resistente come un vero e proprio scudo, esso scorre nei meridiani muscolo-tendinei e nei Luo) ed eventualmente penetra verso i meridiani ordinari e, in ultimo, quelli curiosi (o meridiani straordinari, i bacini di energia della fisiologia interiore). In seguito a questa penetrazione può sopraggiungere anche la morte.

Ecco perché ogni processo di guarigione, in realtà, è un po’ come morire. Muore quella parte di sé che rifiuta il cambiamento.

 

La guarigione nasce dalla mente: è il piccolo shen che si sacrifica e muore nella sua connessione con lo Shen Universale. Anche il Canone di medicina interno dice che “ogni patologia ha la sua radice nello shen”. E’ come abbracciare se stessi fortissimo… prima di lasciarsi andare per sempre. Ecco quindi che la malattia non è in sé e per sé male, anzi. La malattia può essere il processo della nostra guarigione definitiva.

Alcune persone muoiono… eppure sono guarite. Altre vengono magari alleviate nei sintomi fisici… eppure rimangono profondamente malate (e la recidiva è dietro l’angolo).

Guarire significa attivare la propria consapevolezza e scoprire la propria Strada: significa condividere la gioia. Non è un processo legato  al corretto numero di globuli bianchi nel sangue. E’ una coltivazione. E’ un processo legato al piacere di vivere.

E vivere è l’unica vera forma di guarigione.