La fenice muove le ali

Uccello mitologico dell’elemento Fuoco (a volte unita anche all’elemento Terra) utilizzata per dare il nome a molte forme o figure del Qi Gong.

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La Fenice sorge dalle sue ceneri: per questa è legata al Fuoco e, più raramente, anche alla Terra. Le sue ali leggendarie battono nei sogni dei cercatori di verità. Viene spesso dipinta o rappresentata in lotta con il dragone, in questo caso simboli di yin-yang.

Le sono dedicate molte forme di qi gong, ed ancora più figure del tai chi chuan ed delle altre arti interne si muovono come questo animale.

Si ricorda la “Fenice dorata”, forma base dello studio dell’yi jin jing (il classico dei tendini), per comprendere il principio di avvolgimento dei tendini intorno alle ossa.

Oppure la “Fenice si lava le piume”, per regolarizzare il funzionamento del qi nutritizio degli organi interni con il qi difensivo che circonda il corpo.

In questa sede, si analizza specificamente un esercizio più semplice, ma di grande potenza: la Fenice muove le ali.

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Le ali della Fenice aprono il centro del petto (zhong ting, VC-17) ed il punto tra le scapole (anche detto appunto punto delle ali, shen dao VG-11). Questi due punti risuonano proprio con il Cuore, imperatore del corpo e dell’elemento Fuoco.

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Ne armonizzano la funzione, insieme a quella del pericardio. Grande importanza nella forma ha il centro dei palmi delle mani: lao gong, PC-8. Si può dire che le ali della Fenice si muovono dal centro del petto e delle scapole fino a questo punto.

Vengono incrociate le dita dietro la schiena (si veda in figura) con i palmi rivolti verso il basso. Come se la fenice avesse le ali chiuse. Per far muovere le ali occorre radicare le scapole, facendole rientrare naturalmente verso la parte anteriore del corpo ed orientandone i vertici inferiori verso il sacro. Questo apre la parte toracica della colonna. Puntare il coccige verso il basso e bai hui verso l’alto fanno aprire la parte lombare e toracica della colonna. La fenice riposa, serena.

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La fenice muove le ali per manifestare al sua Gioia, l’emozione del Cuore. Ecco allora che si rivolgono i palmi delle mani verso l’alto e muovono verso le scapole, come a voler raggiungere il punto in cui le due ali si uniscono. A seconda dei livelli di abilità e flessibilità, alcuni potranno arrivare a questo punto, altri fermeranno la risalita delle mani magari alla vita come in figura. Ciò che importa, come sempre, è mantenere il corpo e la mente in stato di rilassatezza ed allineamento, per lasciare attiva la connessione con lo shen.

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Si rivolgono nuovamente le mani verso il basso e e le si lasciano scendere come galleggiassero, fino alla massima estensione. Può essere un esercizio molto impegnativo fisicamente: occorre trovare il giusto equilibrio tra gong (lavoro) e song (riposo, rilassamento): un altro dei grandi insegnamenti del qi gong.

Muovendo le mani verso l’alto si avvicinano le scapole, verso il basso lievemente si distanziano. Le ali si muovono, non si aprono né battono. Questo significa che le scapole rimangono nella loro posizione di radicamento. Ne nasce un massaggio al centro del petto e della schiena. Le lombari rimangono rilassate, bai hui appeso al Cielo.

Quando le mani si muovono verso l’alto, si può inspirare facendo innalzare lo sterno e rilassare i punti delle spalle. Espirando, si mantiene l’estensione coccige-bai hui  che fa aprire un po’ di più il punto tra le ali. Questo completa un movimento.

Si possono fare 8 movimenti, che completano una serie. Dopo qualche instante o minuto di riposo, si può ripetere la serie per 3, 9, 18, 108 volte.

Fa accomodare lo shen nel suo palazzo, calma la mente e rilascia l’emotività. Torna utile anche fare una sola serie se si è mangiato troppo. Allevia i dolori al collo e mobilita le costole, rendendo il palazzo del Cuore accogliente. Può far sorgere impazienza e intolleranza, che continuando a praticare si trasformano in amore, sincerità e compassione.

Buona pratica!

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