Il mese del Fegato nel calendario cinese

Nel 2018, il 17 gennaio inizia l’ultimo mese del calendario cinese. Si chiama “Piccolo Freddo” ed è collegato con l’organo fegato.

L’orario del fegato è comprese tra l’1 e le 3 del mattino, l’animale zodiacale associato è il bue. Come il bue è si dice che è forte ed affidabile, così il fegato è un organo sul quale occorre poter far conto per il corretto funzionamento del corpo ed anche per il corretto funzionamento della Mente.

Attraverso il fegato il torrente ematico viene purificato ed arricchito: corrono fino a 2,5 litri di sangue al minuto in questo organo. Sangue che arriva, viene trasformato e poi viene di nuovo rilasciato nel corpo. Un deficit o una stasi di sangue del fegato provoca disequilibri in ogni distretto psico-fisico: colesterolo, digestione difficoltosa, mal di testa, spossatezza, dolori… Il fegato fa parte della loggia dell’elemento legno, quindi ama l’espansione e teme la concentrazione.

Sovrintende allo scorrere delle cose: il flusso anche mentale in esso nasce, si sviluppa e torna. L’andare lieve e sincero della propria vita si radica in un buon funzionamento fisiologico ed energetico del fegato e del legno.

Al contrario, la frustrazione è un sintomo forte di stasi di qi del fegato, insieme alla rabbia. Viene impedito alle cose semplicemente di essere, viene strutturato un giudizio su ciò che per sua natura ha necessità di essere fluido ed inafferrabile: la vita.

Il flusso emotivo del fegato viene nutrito della Pace: un corretta espressione dei propri sentimenti è in carico al fegato, ma può avvenire solo grazie alla Pace generata dai reni. Si dice che l’acqua nutre il legno. Nel fegato ha radice la gentilezza.

In esso si cristallizzano anche le credenze limitanti, gli autosabotaggi, così come si accumulano i metalli pesanti. Un disfunzionamento fisiologico od energetico dell’organo ha un riflesso immediato sulla respirazione, che diventa superficiale e non riuscendo a coinvolgere tutti gli alveoli: d’altronde il fegato sovrintende alla regolazione del sangue (è un serbatoio, che ne rilascia un’extra quantità alla bisogna, ad esempio per uno sforzo fisico od una “sorpresa” emotiva).

Quando lo fa malamente il “respiro ematico” può risultare superficiale (non raggiungere i punti periferici, ad esempio il cervello, causando giramenti di testa o svenimenti in caso di sforzo anche minimo).

Il fegato è in relazione di controllo anche con la milza: a questa si imputa la scarsa capacità di accettare i cambiamenti ed l’impossibilità di cambiare la propria prospettiva; occorre anche indagare il ruolo di controllo che vi viene svolto dal fegato. Mancata accettazione del cambiamento significa incapacità di lasciar andare.

Per sostenere il fegato è sempre bene utilizzare il suono relativo. Sono esercizi antichi e semplici, che la saggezza del Tao ci mette a disposizione per stare bene, proprio ora.

Occorre intrecciare le mani sopra la testa (come in figura) ed eventualmente piegarsi un po’ sul lato sinistro, per stirare ed aprire il lato del fegato (il destro).

Il suono del Fegato è molto semplice, basta immaginare di dire a qualcuno di far silenzio: SHSHSHSHSHSH! Mentre lo si emette, si può percepire un calore abbandonare l’organo, oppure immaginare una nebbia scura che viene soffiata via insieme all’aria. Si ripete almeno 3 volte, meglio 9, 18 o 36 volte.

L’emozione associata al Fegato è la rabbia. Essa si espande, proprio come l’elemento Legno.

Ecco che quando ci si sente nella rabbia è opportuno emettere il suono del Fegato. In primavera, con l’energia di nuovo in moto, occorre fare attenzione alla facilità con cui ci si sovraffatica e stressa: ancora una volta questo suono può dare una mano. Da fare ogni momento in questa stagione… anche mentre si guida!

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