Emisferi cerebrali: yin e yang

Il cervello umano è diviso in due emisferi, funzionalmente diversi e la cui attivazione identifica modalità operative opposte. Questo ci porta al principio polare per eccellenza: lo yin – yang. Uno dei cardini del pensiero taoista.Vediamoli nel dettaglio.

Gli ideogrammi che identificano questi concetti hanno una parte in comune, che rappresenta una collina (a sinistra). Nell’ideogramma yin, a destra, troviamo il cielo oscurato dalle nubi, in quello di yang il sole che splende dall’alto. Ecco quindi che si chiarisce il concetto di ombra e luce, donna e uomo, Terra e Cielo associati da questa dialettica. Questo risulta ancora più chiaro negli ideogrammi semplificati, che rappresentano la collina con alternativamente la luna ed il sole a simboleggiare i principi opposti.

Quindi questi ideogrammi hanno una parte in comune (la collina) ed una parte che muta e li differenzia. C’è qualcosa di fermo, qualcosa che si muove; qualcosa che cambia, altro che rimano stabile. Lo yin – yang ha una connessione, un parte che li unisce e parla di una complementarietà piuttosto che di un conflitto.

Continuando ad analizzare la loro relazione, si noti che essi identificano sempre una condizione relativa: ad esempio la cima della collina sarà yang rispetto alla terra al livello del mare (è più in alto), ma sarà yin rispetto alle nuvole che la sovrastano (è più in basso). Su questo piano di manifestazione (quello dei 10.000 esseri), yin – yang non esistono come concetti separati e quindi assoluti, ma continuano a vivere di questa relazione di complementarietà: sono sempre opposti ed è proprio questa polarità a fondare il movimento che essi rappresentano, movimento eternamente funzionale all’equilibrio! Quando lo yin è al massimo, lo yang si trova sempre al minimo: ma questa condizione è destinata a cambiare e capovolgersi ed il movimento è la Via (il Tao) di questa dialettica. 一 陰 一 陽 之 謂 道  , yi yin yi yang zhi wei dao, letteralmente:

“Uno Yin uno Yang, questo è ciò che viene chiamato Tao” (Huangdi nei jing – canone di medicina interna dell’Imperatore Giallo). Questo è il sigillo della loro essenza.

Torniamo al cervello ed ai suoi emisferi. Essi controllano una parte del corpo (controlaterale, quindi l’emisfero destro governa la parte sinistra e viceversa, già in questo si individua un indizio di meravigliosa Unità) ed hanno modalità operative testardamente contrapposte: la parte sinistra è analitica e lineare, la parte destra analogica e sincretica. Una parte si occupa della lingua e dei numeri, l’altra dell’intuizione e della creatività. Sono polari ed è impossibile avvicinarli in una similitudine, proprio come lo yin – yang. Ma proprio come loro sono in continuo movimento e dialogo, per formare quel miracolo di colori e luci che è l’esperienza della vita. Gli emisferi sono 2, ma il cervello li contiene entrambi e consente la loro azione (attraverso il ponte di comunicazione del corpo calloso). Nessuno dei 2 è più importante, nessuno dei 2 va trascurato. Conta il cervello come Unità.

Quando i due emisferi si armonizzano, quando agiscono come unità ecco sorgere il Potere Yi: l’unione di Mente e Cuore, che genera il pensiero creativo.

Tornando agli ideogrammi, occorre riflettere che il versante della collina con il sole non è più importante di quello in ombra: ciò che realmente conta è la collina che gli permette di manifestarsi. Questo è il significato ultimo. Così come nel simbolo yin – yang, dove bianco e nero si rincorrono ma la cosa più importante è il cerchio che  disegnano, e che senza di loro non potrebbe essere definito.

Pensare con il cervello, ma con lo stesso cervello amare e creare.

E, soprattutto, lasciar andare.

 

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